venerdì 18 febbraio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
martedì 18 gennaio 2011
sabato 15 gennaio 2011
martedì 11 gennaio 2011
martedì 21 dicembre 2010
sabato 11 dicembre 2010
Poesia n. 259
(25 febbraio 2010)-Rev. Titolo
(25 febbraio 2010)-Rev. Titolo
EVANESCENZA
Scenderà la notte
e sarai fantasma
che come nebbia invisibile
insegue tra i dirupi.
E la mia voce sarà eco
che non torna.
Scenderà la notte
e sarai fantasma
che come nebbia invisibile
insegue tra i dirupi.
E la mia voce sarà eco
che non torna.
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mercoledì 1 dicembre 2010
domenica 21 novembre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
Poesia n. 256
(16 febbraio 2010)
Recensione:
In immagini metaforiche di rarefatta atmosfera, l’autore fissa la relazione d’amore che, stagione dopo stagione, attraversando la luce del tramonto, proietta ombre di solitudini
(16 febbraio 2010)
DISTACCO
Il tuo respiro è nel vento
come foglia di un albero spoglio
che se ne va
oltre il crinale
colorata d’autunno
Il tuo respiro è nel vento
come foglia di un albero spoglio
che se ne va
oltre il crinale
colorata d’autunno
Recensione:
In immagini metaforiche di rarefatta atmosfera, l’autore fissa la relazione d’amore che, stagione dopo stagione, attraversando la luce del tramonto, proietta ombre di solitudini
Bice Di Giacomo
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sabato 16 ottobre 2010
Poesia n. 254
(6 febbraio 2010 )
Recensione
Il frenetico agire, tra aridità di relazioni, sfibra l’anima e il corpo che si abbandonano al silenzio stringendo il bisogno di ascolto mancato. Indaga l’autore, tra pubblico e privato, il quotidiano e scopre la voragine che ingoia la vita e ne sputa il fantasma.
(6 febbraio 2010 )
OSCURE CAVERNE
Anche il sole si tinge di nero
quando il giorno s’offusca
se si passa il tempo a gridare
nei mercati, nelle piazze
o nelle case dove il fuoco
è già spento.
Se viene la sera
discende la tregua
e non si ha voglia più di parlare,
neanche ascoltare
storie d’amore,
passate come una brezza
di prima mattina.
O forse mai nate!
Si desta il silenzio e
neanche il cane abbaia alla luna;
risparmia il suo fiato
perchè domani riparte il concerto,
lasciato a metà:
dolenti armonie che
come il lento fluire
di un carsico fiume
si perdono
in oscure caverne!
Anche il sole si tinge di nero
quando il giorno s’offusca
se si passa il tempo a gridare
nei mercati, nelle piazze
o nelle case dove il fuoco
è già spento.
Se viene la sera
discende la tregua
e non si ha voglia più di parlare,
neanche ascoltare
storie d’amore,
passate come una brezza
di prima mattina.
O forse mai nate!
Si desta il silenzio e
neanche il cane abbaia alla luna;
risparmia il suo fiato
perchè domani riparte il concerto,
lasciato a metà:
dolenti armonie che
come il lento fluire
di un carsico fiume
si perdono
in oscure caverne!
Recensione
Il frenetico agire, tra aridità di relazioni, sfibra l’anima e il corpo che si abbandonano al silenzio stringendo il bisogno di ascolto mancato. Indaga l’autore, tra pubblico e privato, il quotidiano e scopre la voragine che ingoia la vita e ne sputa il fantasma.
Bice Di Giacomo
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martedì 5 ottobre 2010
Poesia n. 253
(30 gennaio 2010)
(30 gennaio 2010)
Non dorme
il vento questa notte
per poter cantare
canzoni tristi
come i miei occhi
su ti te riversi.
Vento impetuoso
non foglie secche svegli
o fronde di alberi stanchi,
né increspi il mare
che in sé racchiude
storie sepolte!
Oh vento,
che un tempo accarezzavi
le gote infuocate
alterni urli a mesti silenzi
e nella tua scia viaggiano
come corpi senza peso
le nostre vite!
Recensione:
Con grande musicalità, in versi che si muovono con leggerezza metaforica del vento, l’autore traduce i battiti della vita: viaggio faticoso del rapporto d’amore che si trascina tra moti di ribellione e indifferenza
Bice Di Giacomo
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martedì 28 settembre 2010
Poesia n.251
(24 gennaio 2010)
(24 gennaio 2010)
DUE VOCI
S’ode lontano il canto
di un coro a due voci
che il vento ha disperso
nell’aria del tempo
come note
diseguali.
S’ode lontano il canto
di un coro a due voci
che il vento ha disperso
nell’aria del tempo
come note
diseguali.
Recensione :
L’eco di perdute armonie dilata la solitudine che incontra sé stessa
L’eco di perdute armonie dilata la solitudine che incontra sé stessa
Bice Di Giacomo
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